Al tempo di Federico II, nel Medioevo, c’erano alcune arti di notevole importanza che solo in pochi potevano comprendere, come l’arte della caccia con il falcone. Un’altra delle arti più nobili era l’astronomia, considerata perfetta, senza alcun difetto, perché la sua caratteristica era il movimento del cielo.
L’astronomia è da sempre una delle scienze più affascinanti, studiata fin dall’antichità, da tante civiltà diverse come greci, babilonesi, egiziani, maya, e ciascuna di queste diede un suo contributo per la formazione di un sapere universale. Con l’arrivo di Federico II si ebbe, più che un contributo teorico, un’applicazione dell’astronomia nella vita quotidiana e anche nei castelli da lui edificati. Ciò si deve ad un motivo ; al tempo, l’astronomia era affiancata dall’astrologia cosicché si credeva che gli astri e il loro movimento, producessero degli effetti sulla vita degli uomini. Proprio per questo Federico II studiò molto l’astronomia araba, che in quel tempo, era quella che più contribuiva al progresso sulle tecniche di osservazione e sulla posizione delle stelle e si circondò di astronomi – astrologi e matematici molto preparati come Michele Scoto e Fibonacci.
Sulla base di questi studi egli decise di edificare uno dei suoi castelli più famosi: Castel del Monte.
Questo castello è un’opera perfetta, così come è perfetta l’astronomia. Quando lo si vede per la prima volta, la cosa che si avverte, è la perfezione, l’armonia con cui questo castello è stato costruito. Ci si sente circondati dalla pace e si rimane affascinati, immobili di fronte a tanta bellezza.
Questa perfezione è frutto dell’utilizzo del numero 8, formato da due cerchi, e come è noto, il cerchio è simbolo di perfezione. Infatti il castello è un ottagono, figura che rappresenta il passaggio dalla terra al cielo. Proprio questo era l’obiettivo dell’ Imperatore: avere un contatto diretto con la divinità.
A mio parere, l’astronomia è sempre stata per gli uomini, un mezzo per rispondere alle proprie domande, uno strumento che possiamo sfruttare per capire cosa siamo, da dove siamo venuti e forse dove siamo diretti.
Una cosa è certa; noi siamo fatti da elementi che si sono formati nelle stelle quindi noi siamo “figli delle stelle”, perché loro ci permettono la vita ogni giorno, attraverso il loro calore e la loro luce. Noi dobbiamo tutto alle stelle, e per questo, secondo me, ogni tanto dovremmo soffermarci a ringraziarle.
Per concludere, faccio un ringraziamento speciale ad Antonio Stabile che mi ha dato l’opportunità di esprimermi su una delle passioni che ci accomunano. Un saluto a tutti e “ felici voli ” per tutti i falchi dell’associazione.
di Anna Dinella