Dal 2006 l’antica arte della falconeria rivive a Melfi in tutto il suo fascino grazie al Gruppo Falconieri “De Arte venandi”. “La nostra associazione – ha spiegato il presidente Vito Errico – nasce per volontà di alcuni amici amanti della natura, degli animali e in particolare dei rapaci”. “Alla base – ha continuato Errico – ci sono una passione e un amore smisurato per questi animali con i quali viene ad instaurarsi un feeling per cui sia il falco che il falconiere ricevono l’uno qualcosa dall’altro”.
E poi ha aggiunto una curiosità che sintetizza quest’intesa: ”Quando un falco si alza in volo il falconiere dice sto volando e non il falco sta volando”.
Un’arte antica quella della falconeria che così come tutte le arti è capace di rinnovarsi ed evolversi senza perdere il legame con il passato, valorizzandolo e mantenendone vivo lo spirito. “La falconeria – ha precisato Errico – può essere considerata come uno spettacolo della natura, dal momento che la caccia del falco è un fatto del tutto naturale ed istintivo”. “Il falconiere – ha aggiunto – partecipa a questi eventi solo come spettatore esterno”.
Resta comunque un’attività impegnativa: “Il falco – ha sottolineato Errico – è un animale schivo, selvatico e asociale per natura, per cui l’addestramento è lungo e metodico e soprattutto richiede un impegno quotidiano”.
Il Gruppo Falconieri, formato attualmente da dieci componenti, si adopera anche per la tutela, la conservazione e la riproduzione dei falchi, e per la cura degli animali feriti che una volta curati vengono rimessi in libertà. Si diventa falconieri dopo aver seguito una fase di formazione propedeutica all’esame finale che, deve avvenire in presenza di almeno un presidente dell’associazione nazionale e consiste nel lasciar volare l’animale: ”Un falco addestrato - ha precisato Errico – permetterà al suo addestratore anche di avvicinarsi alla preda. “Anche se- ha concluso – l’intento del falconiere moderno è quello di vivere un’emozione unica e un volo bellissimo”.
di Giovanna Telesca