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origine di un sogno

La Falconeria è un'arte molto antica probabilmente nata in Cina (ci sono, infatti, disegni e dipinti murali della dinastia Han (206 A.C.) che rappresentano la caccia con il falco) o addirittura in Mesopotamia. Gli Egizi adoravano il Falco sacro, quale divinità che rappresentava il Dio Horus, e per questo non usavano i falchi per cacciare anche se li addomesticavano. Si ritiene comunque che la diffusione della falconeria ebbe origine dalla Cina secondo due direttrici: una verso l'Europa e l'altra verso l'Asia Minore, entrambi secondo la Via della seta. La direttrice europea si consolidò nell'800 con i Franchi di Carlo Magno mentre la direttrice asiatica fu diffusa da Attila fino a Costantinopoli e si consolidò nel 700 con gli arabi che la portarono in Spagna. Nel tempo furono le tecniche arabe, molto più raffinate, ad arrivare in Europa con le Crociate. In Italia la Falconeria giunse attraverso due strade fondamentali: * dalla Sicilia con gli Arabi ed i Normanni; * dalla Germania. L'unione di Svevi e Normanni fonde le due correnti di Falconeria. Primo cultore di quest'arte fu Ruggero II, in Sicilia, e poi anche Federico Barbarossa. Il massimo esponente fu, però, Federico II, Imperatore di fertile intelligenza, che scrisse il miglior trattato di Falconeria “De arte venandi cum avibus”, ancora oggiconsiderato nella letteratura scientifica mondiale come lavoro erudito di primissimo ordine.Di esso fanno parte tre libri (n.1 è un saggio di ornitologia, n.2 è un saggio sull'allevamento e sull'addomesticamento del falcone oltre che sulla familiarizzazione con l'uomo, n.3 è un saggio sull'addestramento alla caccia). Per Federico II la Falconeria doveva diventare una vera e propria arte: “...il trionfo dell'uomo anche sull'animale più libero e veloce, cioè l'uccello di rapina, l'eccitante prova di forza da superarsi ogni volta di nuovo: il rapace che viene lanciato verso la preda ritorna sul pugno, anche quando non lo colpisce perché esso non disprezza la libertà che gli viene data apparentemente ma apprezza l'ingegno umano che lo tiene avvinto ad una lunga ed invisibile catena”. Federico II esprimeva così un concetto già formulato da Goethe “...non si conosce altro che ciò che si ama, e quanto più profonda e perfetta si vuole che diventi la conoscenza, tanto più forte, potente e vivo deve essere l'amore, anzi la passione”. Parole usate per definire meglio l'aspirazione alla perfezione che si deve raggiungere in quest'arte che richiede esercizio, metodo, dedizione, circospezione e tenerezza. Tutti gli stadi dell'addomesticamento dovevano essere esercitati da un falconiere a piedi dapprima in un ambiente buio, poi in uno semibuio, poi in uno chiaro, finalmente all'aperto; solo quando il falcone in questo modo si era completamente assuefatto all'uomo si poteva cominciare ad abituarlo a farsi portare a cavallo. Quando questo era completato l'alta scuola dell'addestramento era raggiunta e si poteva liberare il falcone contro la preda. Nel Medioevo e nel Rinascimento la Falconeria non rimane prerogativa dei signori e delle dame ma anche dei vescovi e degli abati che portavano i loro falchi in Chiesa durante le sacre funzioni. Un altro scritto di Falconeria è stato prodotto nel 1500 da Francesco Sforzino. Questo, dopo quello di Federico II, è il migliore che esiste nell'esposizione della caccia con gli astori. Da allora la Falconeria ebbe vita nelle casate più illustri per circa 4 secoli assumendo un'importanza che oggi è difficile immaginare. Per fortuna oggi quest'arte viene ancora promossa da Associazioni di Falconeria che nulla improvvisano né lasciano al caso e che lì dove operano danno la possibilità di vedere da vicino questi splendidi animali di cui non bisogna avere alcun tipo di paura, anzi vanno amati nel giusto modo perché solo così anche l'uomo che li addomestica e poi li ammaestra potrà guardare lontano e sentirsi un pò più libero. Spero che il vostro sogno presto si realizzi, così da avvicinare a quest'arte molte più persone sensibili come voi. Se lo merita Melfi, culla di Federico II per la caccia, e voi che in essa operate. In bocca al lupo.

di Falco che guarda lontano

 

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