Tipologie e Sintomatologie
A cura di Rovelli Yuri, con la collaborazione del Dott. Paolo Ripepi, medico veterinario esperto di patologie aviarie
Considerazioni Generali
Prima di analizzare le varie patologie e i loro sintomi, bisogna prendere in considerazione un aspetto importantissimo: Per poter riuscire a capire se un animale è malato, bisogna conoscere molto bene il comportamento di un animale sano!!!! Ogni falconiere dovrà prestare molta attenzione ai comportamenti del suo animale in condizione normali. Conoscendo bene ad esempio il suo ritmo respiratorio, i suoi normali movimenti, il suo atteggiamento in voliera , al pugno o in volo, sarà più facile accorgersi se qualcosa in lui cambia, cambiamento che potrebbe essere sintomo di uno stato di malessere.
I nostri rapaci sono continuamente esposti ad agenti patogeni potenzialmente responsabili di diverse malattie, ma un sistema immunitario ben funzionante, ed una buona condizione fisica solitamente garantiscono una efficace difesa da queste infezioni.
Situazioni di particolare stress prolungato, come ad esempio un sito di stabulazione non idoneo, elementi di disturbo, allenamento troppo intensivo o una scorretta alimentazione possono creare carenze al sistema immunitario permettendo così a virus, funghi o batteri di trovare facile accesso.
Le principali patologie condizionate dallo stress
Esistono patologie che sono maggiormente condizionate da fattori che inducono stress; tali patologie possono interessare differenti apparati, quali l’apparato respiratorio o l’apparato digerente.
La presenza di un fattore di stress (ad esempio: situazione percepita dal falco come un pericolo e conseguente tentativo di fuga, un sito di stabulazione non idoneo, allenamento troppo intensivo, ecc...) determina da parte del sistema endocrino dell’animale la produzione di cortisolo. Il cortisolo è un ormone che se da un lato concorre in parte insieme all'adrenalina ad un aumento delle prestazioni dell’animale (ad esempio, fuga, difesa o caccia), dall’altro lato una sua produzione prolungata può avere effetti negativi sul sistema immunitario, determinando con il tempo immunodepressione.
L’immunodepressione, inoltre, può essere indotta dall’utilizzo eccessivo di farmaci cortisonici, determinando una maggiore suscettibilità dell’organismo alle infezioni.
Esempi di malattie che il nostro rapace può contrarre in questo modo sono:
Aspergillosi: L'aspergillosi rientra nell'ambito delle malattie micotiche sistemiche, non contagiose. Tale patologia causata da funghi ubiquitari appartenenti al genere Aspergillus , si verifica in seguito all'inalazione di spore fungine, con conseguente primaria localizzazione e sviluppo del fungo a livello dell'apparato respiratorio. Lo sviluppo di tale malattia è influenzata da numerosi fattori: condizioni igienico-ambientali non idonee, predisposizione della specie (ad esempio, il girfalco) e del soggetto, fattori stressanti, utilizzo non controllato di farmaci, ecc... .
I sintomi: possono essere diversi a seconda dei casi. Nei casi acuti i sintomi primari sono anoressia, difficoltà respiratorie e cianosi, che portano inevitabilmente alla morte del soggetto in un brevissimo arco di tempo. Nelle forme croniche invece i sintomi variano a seconda del tratto colpito, comunque si va da lievi alterazioni della voce a deficit respiratori più o meno gravi, fino ad arrivare a scoli mucopurulenti in caso di complicanze batteriche. In generale si possono notare anoressia, depressione del sensorio e letargia, diarrea verdastra.
Tricomoniasi: La tricomoniasi è causata da un microrganismo facente parte dei protozoi, chiamato Trichomonas, il quale trova il suo habitat ideale per vivere nel cavo orale, nel faringe e nell’esofago (gozzo) degli uccelli. La malattia si manifesta con la presenza di placche biancastre sulle mucose del primo tratto dell’apparato digerente.
I sintomi : sono prevalentemente gastro-enterici, i gozzi restano vuoti e i soggetti sono deboli e apatici e può essere presente rigurgito. Le placche biancastre, inoltre, possono interessare il primo tratto dell’apparato respiratorio determinando difficoltà respiratorie. E’ possibile in alcuni casi osservare atteggiamenti anomali, i soggetti colpiti cercano di espellere l'impedimento respiratorio allungando il collo e scuotendo la testa. In seguito alla comparsa di questi sintomi, osservando più attentamente il cavo orale si può rilevare la presenza di placche biancastre.
Parassitosi intestinali : sono rappresentate principalmente dalla coccidiosi e dalle “verminosi intestinali”.
I coccidi sono microrganismi protozoari che si replicano nella mucosa intestinale; un eccessivo sviluppo di questi parassiti (esempio: immunodepressione dell’organismo), porta ad una distruzione della mucosa intestinale con incapacità da parte dell’organismo di assorbire in quantità sufficiente i principi nutritivi.
Le “verminosi intestinali” sono provocate da differenti tipi di parassiti, i nematodi o vermi tondi e le tenie o vermi piatti. Tra i nematodi ricordiamo gli ascaridi, gli ossiuridi, le capillarie (capillaria intestinale, capillaria esofagea) ed i syngamus.
Tutti questi parassiti eliminano le uova o le “forme di resistenza ambientale”, attraverso le feci, le quali possono risultare infestanti per altri animali attraverso l’ingestione.
I sintomi: sono inizialmente generici e con il tempo si possono aggravare. Il sintomo principale è la diarrea, accompagnata da imbrattamento della regione cloacale. La riduzione o l’incapacità di assorbire i principi nutritivi porta a dimagramento e debolezza con “arruffamento” delle penne. La presenza eccessiva di vermi nell’intestino, può portare ad occlusione intestinale che impedisce il transito aggravando ulteriormente la sintomatologia.
Cosa fare? Sicuramente cercare di evitare od eliminare tutte quelle situazioni che possono provocare stress al nostro animale, seguire un giusto programma di alimentazione ed un corretto addestramento.
E nel malaugurato caso il nostro amico rapace dovesse comunque ammalarsi rivolgersi il più velocemente possibile al nostro veterinario di fiducia che saprà consigliarvi sulla terapia farmacologica più adatta da seguire.
N.B. A questo proposito è importantissimo saper riconoscere celermente ogni segnale di malessere, anche il più piccolo ed è dunque consigliabile per il neofita affiancarsi a qualcuno di esperto che avendo una maggiore esperienza potrà notare con più anticipo questi segnali.
Le patologie traumatiche da errori di gestione
In questo capitolo tralasceremo tutte le lesioni derivanti direttamente da un evento traumatico diretto, come ad esempio le fratture, le ferite e le emorragie, ma cercheremo di analizzare brevemente alcuni problemi che più subdolamente possono verificarsi secondariamente ad errori di gestione del rapace. In questi casi, le parti più comunemente interessate sono gli arti e gli occhi.
Il bumblefoot : è un problema abbastanza comune e di non semplice soluzione. Questo termine indica una patologia precisa definita pododermatite o patereccio podale, e si riferisce a tutte quelle situazioni infiammatorie o infettive che possono colpire i piedi dei falchi. Le zampe dei falchi sono di norma protette da uno spesso strato di tessuto epidermico di consistenza dura (squame). I falconidi tuttavia sono più soggetti a questo problema di quanto non lo siano gli accipitrinidi, in quanto come già detto nel capitolo riguardante le differenze morfologiche, le loro zampe sono meno robuste ed hanno un’epidermide meno spessa e resistente.
Le lesioni cutanee da bumblefoot interessano la parte inferiore della zampa (più comunemente i cuscinetti tarsali) e possono comparire in seguito a:
· una ferita provocata da un trauma, come ad esempio una spina, l'auto ferimento con un artiglio, o un qualsiasi altro corpo estraneo.
· più comunemente, uno scorretto metodo di stabulazione dovuto all'uso di pertiche o blocchi non adatti. Spesso tale problema è associato ad un eccessivo aumento di peso durante i periodi di non attività. La continua ed eccessiva pressione non ben distribuita sulla superficie plantare della zampe del rapace porta con il tempo alla sofferenza dei tessuti cutanei e sottocutanei predisponendoli ad infiammazione, ischemia e lesioni, favorendo la penetrazione di batteri e l’insorgenza di infezioni.
Cosa Fare: Le lesioni delle zampe devono essere rapidamente sottoposte a cure per evitare infezioni secondarie che aggravano il problema iniziale. In queste situazioni il trattamento antibiotico spesso non risulta efficace, in quanto il farmaco somministrato al falco dovrebbe raggiungere la parte infetta per mezzo del circolo sanguigno, ma generalmente tali lesioni presentano scarso irroramento sanguigno che impedisce la diffusione dell’antibiotico nei tessuti infetti. Di conseguenza, almeno di non accorgersi del problema nei primissimi stadi di sviluppo, la terapia sarà quasi sempre chirurgica, con l'asportazione del tessuto necrotico prodotto e la conseguente applicazione locale di antibiotici.
Il decorso di questa malattia è piuttosto delicato, poiché l'interessamento di una delle due zampe provoca un automatico e pericoloso spostamento del carico sull'altra con conseguente pericolo di creare piaghe da pressione e conseguente bumblefoot anche sull'altra zampa. Se non curata in tempo l'infezione va a interessare sia la struttura ossea che quella tendinea, risultando invalidante a tal punto da non essere recuperabile.
Come prevenire il problema: Innanzitutto dobbiamo utilizzare posatoi adatti, inoltre il frequente maneggio dell'animale unito ad un continuo ed attento controllo della condizione delle sue zampe, ci permettono di intervenire tempestivamente nel caso di comparsa di bumblefoot, aumentando considerevolmente le probabilità di completa guarigione.
La cheratocongiuntivite: è un altro di quei problemi che possono verificarsi in seguito ad una non corretta gestione dell'animale; in particolare l'uso di un cappuccio non idoneo (troppo piccolo o di forma non adatta) causa un pericoloso contatto tra l'occhio e la parte interna del cappuccio stesso, che porta inevitabilmente alla comparsa di problemi infiammatori.
Come prevenire il problema: quando utilizziamo il cappuccio, bisogna fare molta attenzione che all'interno non ci siano tracce di umidità o di secrezioni, sintomi inequivocabili che il cappuccio che stiamo usando non è adatto!!!
Conclusioni
Come avrete capito la corretta gestione di un rapace, anche dal punto di vista sanitario, implica l'imprescindibile conoscenza di molte nozioni e di una buona dose di esperienza. E’ dunque scelta intelligente e quasi obbligata il frequentare un corso, o perlomeno affiancarsi a qualcuno che è già in possesso di queste conoscenze e che possa trasmettervele evitandovi così errori che possono costare la vita al vostro animale.
Pagina realizzata grazie al contributo di www.falconeriamoderna.it