Il 18 Maggio con i nostri amici siamo partiti per la città di Melfi, ricca di monumenti. Nel territorio circostante si pratica l’agricoltura, la pastorizia e l’allevamento dei falchi. Infatti fuori dalla città vi è un agriturismo dove alcuni allevatori e falconieri addestrano vari tipi di falchi. Abbiamo visto il falco pellegrino e il falco lodolaio; vi sono altre specie che purtroppo non abbiamo potuto osservare e sono il falco pescatore e il falco americano. Per addestrare un falco c’è bisogno di due strumenti particolari: un guanto molto grande, in pelle, a cui è unita una fune che va legata alla zampa del rapace e un fischietto come richiamo; se il fischietto non funziona bisogna attirare il rapace con un piccolo pezzo di carne.
Ogni falco ha una propria caratteristica:
IL FALCO PELLEGRINO
Nome comune della specie di falco peregrinus, uccello rapace appartenente alla famiglia dei Falconidi. Le sue dimensioni variano tra i 38 e i 50 cm, con la femmina nettamente più grande del maschio. Gli adulti presentano un piumaggio di color grigio-azzurro sul dorso e biancastro con barre grigie sul ventre; ai lati del becco recano evidenti mustacchi scuri. Gli immaturi sono marroni sul dorso e più chiari sul ventre, con stirature meno evidenti. Il falco pellegrino vola agilmente alternando tratti di volo sostenuti a volteggi e picchiate. Caccia gettandosi sulle prede ( perlopiù piccioni e tetraonini ) ad altissima velocità e uccidendole con un colpo delle zampe.
Fin dall’antichità viene addestrato come uccello da caccia in falconeria. Si conoscono diverse sottospecie di falco pellegrino, di cui la più comune in Italia è quella mediterranea, Falco peregrinus brookei. Meno regolari sono le due sottospecie: Falco peregrinus peregrinus e Falco peregrinus calidus. La varietà mediterranea si distingue per le guance colore rossastro dalle altre due, caratterizzate da colori meno vivaci.
FALCO PESCATORE
Le popolazioni di falco pescatore, specie prevalentemente monogama, possono essere stanziali o migratorie; le prime si riproducono nei mesi invernali, le altre all’inizio della primavera. La femmina depone 3-4 uova a distanza di un paio di giorni l’una dall’altra. Le uova si schiudono nello stesso ordine della deposizione e vengono covate per circa sei settimane. Il falco pescatore può vivere fino a 13-18 anni ed è considerato assai utile da un punto di vista ecologico per la rivelazione dei livelli di DDT e altri composti chimici nell’ambiente acquatico, cui è particolarmente sensibile nella catena alimentare.
- IL FALCO LODOLAIO
Il lodolaio è una varietà europea della famiglia dei falconidi che si distingue per il piumaggio stirato sul ventre e sul petto. Molto veloce e abile nella caccia, si nutre soprattutto di libellule e depone le uova nei nidi di altri rapaci
- IL FALCO AMERICANO
Gli artigli ricurvi e taglienti e il becco robusto fanno del gheppio americano ( Falco sparverius ), un rapace di grosse dimensioni e molto comune in Nord America.
Questi uccelli vivono in maggior parte nei boschi, ma anche nei campi, paludi, rive e città. Vivono in tutti i continenti tranne l’Antartide. Il falco è lungo da 25 a 60 cm; in molte specie la femmina è più grande del maschio. Si cibano di animali dalle dimensioni di un’ape a quelle di una lepre: soprattutto mammiferi ed uccelli ma anche insetti, rettili, anfibi e pesci. I falchi hanno una apertura alare da 61 a 160 cm. Un falconiere ci ha raccontato l’origine della fondazione della società falconiera di Melfi. L’associazione falconiera di Melfi nacque nel 1989 ad opera del socio fondatore Nino Laviano. Sua era la fondazione del primo convegno Internazionale di Falconeria. Dopo la scomparsa del fondatore, tale evento riprese a cura dei restanti soci fondatori a cui si aggiunsero nuovi soci nel corso degli anni. Tutti ascoltammo con grande silenzio ciò che il signore ci stava raccontando. Attualmente il convegno e Raduno Nazionale di Falconeria si svolge nel comune di Melfi ogni ultimo giorno di Ottobre ed ha per obiettivo la divulgazione delle tradizioni storiche risalenti al periodo normanno-svevo del XII e il XIII secolo, l’epoca in cui visse l’imperatore Federico II di Svevia. A lui si deve lo studio dettagliato del come cacciare ed allevare i falconi attraverso la sua opera “L’arte di andare a caccia con i falchi”. Tale rievocazione storica vuol fare rivivere l’atmosfera che si viveva in quel tempo. L’associazione falconieri del Melfese “Nino Laviano” organizza questo evento forte della presenza di diversi soci falconieri e di un corteo federiciano del 1200 composto da circa 150 figurati in costume fedelmente riprodotti. Alla fine, della dimostrazione il falconiere ci invitò ad osservare un falco pellegrino femmina. Noi ragazzi della scuola secondaria di 1° grado, guardando questi rapaci abbiamo provato una sensazione di grande importanza.
articolo scritto dai ragazzi della I F della scuola media "Padre Pio" di Altamura